giovedì 17 dicembre 2009

mercoledì 16 dicembre 2009

domenica 6 dicembre 2009

Georges Perec - L’espace



Georges Perec

L'espace (extrait de Espèces d'espaces, 1974)

J'aimerais qu'il existe des lieux stables, immobiles, intangibles, intouchés et presque intouchables, immuables, enracinés; des lieux qui seraient des références, des points de départ, des sources :

Mon pays natal, le berceau de ma famille, la maison où je serais né, l'arbre que j'aurai vu grandir (que mon père aurait planté le jour de ma naissance), le grenier de mon enfance empli de souvenirs intacts...

De tels lieux n'existent pas, et c'est parce qu'ils n'existent pas que l'espace devient question, cesse d'être évidence, cesse d'être approprié. L'espace est un doute : il me faut sans cesse le marquer, le désigner; il n'est jamais à moi, il ne m'est jamais donné, il faut que j'en fasse la conquête.

Mes espaces sont fragiles : le temps va les user, va les détruire : rien ne ressemblera plus à ce qui était, mes souvenirs me trahiront, l'oubli s'infiltrera dans ma mémoire, je regarderai sans les reconnaître quelques photos jaunies aux bords tout cassés [...].

Ecrire : essayer méticuleusement de retenir quelque chose, de faire survivre quelque chose : arracher quelques bribes précises au vide qui se creuse, laisser, quelque part, un sillon, une trace, une marque ou quelques signes.




Lo spazio (estratto da Specie di spazi, 1974)

Vorrei che esistessero luoghi stabili, immobili, intangibili, incontaminati e quasi intoccabili, immutabili, radicati; dei luoghi che fossero riferimenti, punti di partenza, fonti:

Il mio paese natale, la culla della mia famiglia, la casa dove io sarei nato, l'albero che avrei visto crescere (che mio padre avrebbe piantato il giorno della mia nascita), la soffitta della mia infanzia, piena di ricordi intatti...

Tali luoghi non esistono, e in quanto non esistono lo spazio diviene problematico, cessa di essere evidenza, d'essere adeguato. Lo spazio è un dubbio: devo continuamente segnarlo, designarlo, non è mai mio, non mi è mai stato dato, è necessario che io lo conquisti.

I miei spazi sono fragili: il tempo li userà, li distruggerà: niente sarà più simile a quello che è stato, i miei ricordi mi tradiranno, l'oblio penetrerà nella mia memoria, guarderò certe foto ingiallite dai bordi corrotti senza riconoscerle [...].

Scrivere: cercare meticolosamente di trattenere qualcosa, di far sopravvivere qualcosa, strappare qualche frammento preciso al vuoto che si sta allargando, lasciare da qualche parte un solco, una traccia, un marchio o qualche segno.

Jiří Kolář

Marte, le foto della Nasa

mercoledì 2 dicembre 2009

Fotomicrografia

Un microscopio elettronico cattura il sistema immunitario in azione. Un globulo bianco (rosso) si avvolge attorno ad un Mycobacterium tuberculosis, l'agente eziologico della maggior parte dei casi di tubercolosi. Foto di Volker Brinkmann.

Cellule nervose del cervello. Foto di Leif Dehmelt.

La plastinazione, inventata e brevettata dall'anatomopatologo tedesco Gunther von Hagens, è un procedimento che permette la conservazione del corpo umano tramite la sostituzione dei liquidi con polimeri di silicone. Questa tecnica rende i reperti organici rigidi ed inodori, mantenendo inalterati i colori. In questa immagine il sistema vascolare umano. Foto di Dorothea Liebermann-Meffert.

In questa foto: la fibrina, una proteina utilizzata nella coagulazione del sangue. È una proteina fibrillare che è polimerizzata per formare "una maglia (insieme alle piastrine) sopra il luogo della ferita. Foto di Martin Oeggerli.